I record. Il record “negativo” di Pigna, è di essere l’unico giornalista nella storia della Rai-TV a non aver mai avuto né promozioni, né mai un aumento di stipendio. Una vistosa anomalia visto che in Rai la prassi stabilisce che il “curatore” (cioè responsabile) di rubriche sia un capo- redattore oppure, come minimo, un “caposervizio”. Se non lo è, lo si promuove. Automatismi negati a Pigna che fu “curatore”, per anni, della “Domenica Sportiva” (vedi) e di rubriche come “Sportivamente”che il pubblico gratificò con i record di ascolto e di  ”gradimento” qui sotto elencati.    
          I record di “ascolto”. L’Ufficio Stampa della Rai (ADNK, 11/05/ 1993) ha certificato che la “Domenica Sportiva” condotta dall’esordiente Pigna (1970-1971) ebbe un “ascolto” di 6 milioni e 600 mila spettatori che salì a 9 milioni e 400 mila spettatori di media per ogni puntata pur con l’avvento di “90° minuto” (che anticipava la visione dei gol ).” Un record che fu eguagliato nella edizione successiva della Domenica Sportiva condotta dal compianto Paolo Frajese a dimostrazione che il taglio giornalistico giovava alla trasmissione, non viceversa come sosteneva chi invocava il ritorno alla formula dello “show con un unico mattatore in studio”. Un record rimasto imbattuto con cui Alfredo Pigna concluse quella prima serie (come conduttore della trasmissione) nel maggio del 1974.
         Record di bugie. Pigna ha condotto la Domenica Sportiva (prima fase) dal 1970 al 1974 e, ad ogni pausa estiva, i giornali proponevano i nomi di chi avrebbe sostituito Pigna per “ridurre il calo di ascolti e di gradimento” della trasmissione rispetto alla gestione di Tortora. Tutte bugie. In effetti, in base ai dati ufficiali (ADNK) sopra-citati, la Domenica Sportiva condotta dal pur bravo Enzo Tortora) ebbe un ascolto di 4 milioni e 900 mila spettatori (1968-1969), mentre nell’anno successivo (Tortora-Bersani: settembre 1968, dicembre 1969) l’ascolto fu di 5 milioni e 300 mila spettatori che salì a 6 milioni e 600 mila spettatori quando Pigna (1970-1971) iniziò a condurre la trasmissione con un costante crescendo fino al già citato record di 9 milioni e 400 mila di media-spettatori per ogni puntata quando Pigna concluse il “mandato” nel 1974. Che Pigna non fosse amato da alcuni addetti ai lavori (specie in TV), si sapeva; che si divulgassero grossolane bugie per farlo fuori, s’è scoperto dopo.  
          I record di “gradimento”. Sempre in base alla fonte succitata, i dati che certificavano il “picco” di “gradimento” del pubblico, per la “Domenica Sportiva” condotta da Pigna, fu di 78 punti per i primi due anni, mentre, sempre in base alla stessa fonte, la “Domenica Sportiva” presentata da Enzo Tortora, ebbe un “picco” di “gradimento” di 77 punti e solo per il primo anno. Non fu un caso se la direzione del TG confermò Pigna fino a fargli battere (anche) il seguente record di durata.  
         Il record di durata. Tra i recorddi Pigna va annoverato quello di “durata”per aver condotto la “DomenicaSportiva”per circa sette anni: e cioè dal 1970 al 1974 (ininterrottamente) e poi, in seguito, in alternativa con i suoi impegni di inviato e di telecronista di sci, dal 1982 al gennaio 1985 e infine, in coppia con Tito Stagno, per l’intera stagione, dal settembre del 1985 al maggio 1986.
         I “picchi” record. Oltre ai citati record di ascolto registrati dalla “Domenica Sportiva” condotta da Pigna meritano menzione i “record assoluti di ascolto con 16 milioni e 500 mila spettatori per l’intera trasmissione (febbraio 1972) con un picco di 24 milioni di spettatori che seguirono il film che Pigna confezionò sulla vittoria di Gustavo Thoeni alle Olimpiadi di Sapporo del 1972. La durata del film fu di 16 minuti e 50” e fu caratterizzato dalla splendida colonna sonora che il grande Ennio Morricone compose per il film “Giù la testa”di Sergio Leone (appena uscito nelle sale). Un record storico mai sfiorato, dalla trasmissione, neppure con la nazionale di calcio presente in studio.
         Un altropicco-record (al di fuori dal calcio) fu realizzato durante la telecronaca di Pigna in occasione della seconda medaglia d’oro conquistata da Alberto Tomba alle Olimpiadi di Calgary 1988. A causa del fuso orario le telecronache di Pigna dal Canada venivano trasmesse di sera, quasi sempre su Rai-3. Sennonché, in vista della possibilità che Tomba potesse vincere, la Rai decise di interrompere, per qualche minuto, il Festival di Sanremo per mandare in onda la vittoriosa discesa (in slalom) del campione bolognese “anche”  su Rai-1. Il risultato fu che ai quasi otto milioni di spettatori che seguivano lo sci su Rai-3 si aggiunsero i tredici milioni di spettatori che stavano seguendo il Festival di Sanremo. Il “picco”complessivo fu di oltre venti milioni di spettatori.
          Lo scandalo-record di Calgary. Alberto Tomba era il favorito alle Olimpiadi di Calgary ma la Rai inviò Canada una “delegazione” composta da sole undici persone fra telecronisti (2) radio-cronisti (3) e 4 fra tecnici e funzionari. L’operatore TV era da “noleggiare” sul posto. Un clamoroso record negativo in rapporto alle altre emittenti televisive che potevano contare su centinaia di addetti con auto fuoristrada ed elicotteri. E fu per merito di un elicottero della TV tedesca che Pigna volò dai campi di gare di Banff allo studio televisivo di Calgary che i colleghi tedeschi gli “prestarono” per intervistare Alberto Tomba. A Calgary la Rai-TV non disponeva neppure di un proprio studio televisivo. Per le interviste del dopo-gara Pigna utilizzò la postazione a cielo aperto che era peraltro a disposizione di tutti per le cosiddette “unilaterali”. Alle successive Olimpiadi (ma Pigna era in pensione) il personale Rai impiegato ad Albertville fu più che decuplicato.
        L’esordio-record. Fra l’altro Pigna, fu fra i primi giornalisti ad apparire in video in un TG al posto dei famosi lettori, affiancando (da collaboratore esterno: era ancora al Corriere della Sera)Piero Angela, Andrea Barbato e Mario Pastore nel neonato TG delle 13,30 (1968) ideato da Biagio Agnes.        
         La gaffe record del critico TV. Quando Pigna approdò alla Domenica Sportiva nel 1970 Il critico televisivo dell’Espresso Sergio Saviane scrisse sul suo giornale che Pigna era “un funzionario democristiano travestito da giornalista”. Era una balla talmente macroscopica che Gianni Brera invitò Pigna a sbugiardare Saviane (compito facile) scrivendo un articolo sul “Guerin Sportivo”che lo stesso Brera dirigeva. Saviane, imperterrito, continuò a chiamare Pigna “don medaglietta”. In compenso, 20 anni dopo, nella sua testimonianza su Dino Buzzati, contenuta nella tesi di laurea della bellunese Cinzia Mares (pagina 177), Saviane accennò a Pigna in modo lusinghiero. Meglio tardi che mai.
         La tappa di domani. Per il Giro d’ItaliaPigna firmò (primi anni ’80) la “Tappa di domani”, reportage di 15 minuti l’uno, sulle località che il “Giro”avrebbe toccato il giorno dopo. Alle imprese dei campioni del passato Pigna dedicò brevi “flash” (i soli reperibili in cineteca); ma a caratterizzare i suoi reportage furono le immagini e le informazioni riguardanti i monumenti, l’arte, la cultura, la storia ed i problemi sociali di maggior rilievo riguardanti le località toccate dal Giro. In due anni Pigna girò una cinquantina di film (che anche critici esigenti apprezzarono) e che furono proiettati in alcune scuole italiane su iniziativa dei presidi i quali ne fecero richiesta alla Rai. La “Tappa di domani”   riempiva i “tempi morti” delle telecronache ma “rubava” spazio alle interviste ai politici e alle autorità locali o federali che facevano la coda davanti ai microfoni dei telecronisti e degli inviati della Rai al Giro d’Italia. Dopo 2 anni, la Tappa di domanifu abolita ingrossando il record delle occasioni perdute.

          Risarcimento (morale) record. Pigna, andò in pensione nel 1991 ma Tito Stagno gli chiese di continuare ad affiancarlo come “curatore” della Domenica Sportiva. Fu una sorta di risarcimento morale rispetto al “record” di non aver mai avuto alcun riconoscimento per il suo lavoro in Rai (mai una promozione, né un aumento di stipendio). Ad ogni buon conto Pigna restò in Rai fino al 1994, e cioè fino a quando la Domenica Sportiva, in coincidenza con l’avvento del primo governo Berlusconi (1994) passò da Rai-1, a Rai-3 con l’orario d’inizio di trasmissione spostata dalle ore 22,30 alle 23,30 e cioè senza più alcuna possibilità di battere (come aveva sempre fatto) la concorrente “Pressing” di Mediaset. Morale: venuto a mancare lo stimolo di poter competere, sportivamente, con la trasmissione rivale, sempre battuta in precedenza pur se condotta dal bravo Raimondo Vianello, Pigna rinunciò alla Rai e se ne tornò sull’“Intrepido”, ormai non più relitto ma apprezzato veliero. Smise quando i figli sbarcarono seguendo (giustamente) ognuno la propria strada. Rimasto senza più equipaggio (i figli, la nuora e il genero), Pigna, venduto il veliero, s’è ritirato, con la moglie Liliana in una casetta in Toscana dove cura l’orto ed ha ricominciato a scrivere i suoi libri.