Domenica Sportiva atto 2°. La “riforma” della Rai, che divenne operativa nel 1976 prevedeva l‘auspicata “pluralità nella gestione degli enti pubblici” allo scopo di renderli indipendenti dai giochi di potere politici. In parole povere la Democrazia Cristiana accettò di spartire, con altri partiti politici, una “fetta” del suo potere negli Enti a partecipazione statale (compresa la Rai). Però guai a parlare di “lottizzazione politica”! In ossequio alla riforma, Emilio Rossi, indicato dalla Democrazia Cristiana, fu nominato direttore del TG-1, Andrea Barbato ebbe il “placet” del Partito Socialista come direttore del TG-2 mentre il (futuro) TG-3 toccò al Partito Comunista. Quanto ai giornalisti-Rai, fu chiesto a ciascuno di essi di “optare” per uno o l’altro dei Telegiornali. Tutto alla luce del sole; salvo che, a giochi fatti, gli artefici del (mal)fatto rinnegarono l’evento ed i relativi effetti “lottizzatori”.
          L’alibi della riforma. Per dare credibilità all’operazione furono “etichettati” (politicamente) anche professionisti di rango che avevano fatto la storia del giornalismo-Rai, come Sergio Zavoli. Un alibi “meritocratico” che i giornalisti, convocati in assemblea per scegliersi, “optando”, il proprio direttore, accettarono; con l’eccezione di Pigna. “Da che esiste il giornalismo – disse Pigna - sono i direttori che scelgono i propri collaboratori in base alle loro capacità professionali ed ai ruoli da assegnare. Ovvio,  del resto: perché se uno di noi sceglie un direttore che non lo vuole, che succede?” Silenzio. Al che Pigna disse che non si sarebbe prestato al gioco e fu l’unico a non “optare” (più che mai deciso a ritirarsi sul relitto che, dopo 4 anni, stava per diventare veliero: vedi: il “veliero-casa”)     
         Quando furono resi noti  i nomi degli “optanti” il neo-direttore Rossi convocò Pigna e gli chiese il   motivo per cui non aveva “optato” per il TG-1 (e cioè per lui). Aggiunse che la prospettiva di rinunciare ad un “professionista del suo valore lo avrebbe molto addolorato”. Pigna gli spiegò che dimostrandogli la sua stima (e, dunque, la “sua” scelta come direttore), Rossi aveva già  rimesso le cose a posto. Si lasciarono con una cordiale stretta di mano e Pigna restò in attesa degli eventi.
         I curriculum e le nomine. Pigna non si faceva illusioni sulle imminenti “nomine” redazionali, pur se nessuno dei colleghi dello sport poteva vantare il suo “curriculum”: sia per i record da lui realizzati in Rai (in “ascolti e gradimento”: vedi: i “record”), sia per i suoi precedenti come direttore di giornali (nell’azienda “Corriere della sera). In effetti: il suo “curriculum” professionale lo qualificava (al minimo) come responsabile di una redazione sportiva. E poi, il direttore Rossi non gli aveva forse esternato la sua stima? Morale: Maurizio Barendson, noto giornalista sportivo del TG fu nominato “capo” dello sport del TG-2 su indicazione del Partito Repubblicano, mentre capo dello sport del TG-1, fu scelto Tito Stagno, ottimo professionista che però non si era mai occupato di sport ed era, per giunta, furioso perché il Partito Socialdemocratico (che lo aveva politicamente “etichettato”), gli aveva garantito la direzione di un radio-giornale (che andò al meno qualificato Pinzauti).
          Giovani colleghi di talento. A quel punto Pigna sarebbe tornato a fare l’inviato per il TG-1, come prevedeva il suo contratto,  se Stagno non gli avesse chiesto di affiancarlo nel suo nuovo compito. Pigna gli offrì la sua leale collaborazione a patto di continuare a fare il suo lavoro di inviato, di telecronista di sci e di essere presente in Rai solo se c’era da lavorare. Stagno accettò a patto che Pigna gli desse una mano nella gestione della “Domenica Sportiva” che intendeva far “condurre” da Adriano Dezan, esordiente nel ruolo, in coppia con l’ex campione Nicola Pietrangeli. Affidò infatti a Pigna la stesura dei testi della trasmissione (e Pigna eseguì: per anni) ed il compito (implicito) di contribuire, con la sua esperienza, alla crescita professionale di giovani colleghi di talento come Fabrizio Maffei, Claudio Icardi e Jacopo Volpi confluiti nella redazione insieme con la preziosa Nila D’Alessio. Il nucleo iniziale, che già contava su Paolo Rosi, Gianpiero Galeazzi, Sandro Petrucci e Enzo Casagrande, si rinforzò, man mano, con l’arrivo di giovani di valore come Marco Franzelli, Amedeo Goria, Donatella Scarnati, Fedele La Sorsa, Massimiliano Mascolo e Marino Barteletti.  
         La sfida Fininvest. L’avvento della televisione privata determinò varie reazioni in una Rai adagiata nella realtà monopolistica che ne aveva frenato gli iniziali slanci creativi. Vi fu chi assunse una posizione di passiva superiorità, ma vi fu anche chi accettò orgogliosamente la sfida degli “indici di ascolto” a cominciare dalla redazione sportiva del TG-1 ( e della Domenica Sportiva) che diventò uno degli avamposti più combattivi della “fortezza” Rai esposta agli attacchi della concorrenza. La collaudata professionalità dei veterani e l’entusiasmo delle giovane reclute diede ottimi frutti.
        Scuola di giornalismo. Tito Stagno fu un eccellente maestro (di dizione, di “presenza”in video e di sintesi nel linguaggio televisivo), mentre Pigna, lavorando gomito a gomito con i giovani colleghi, trasmise loro i “trucchi” del mestiere di inviato ( di “conduttore” al rientro alla “Domenica Sportiva” e poi a “Sportivamente”) e di “autore” dei “servizi-TV “ dove, secondo Pigna, le immagini fanno più notizia di qualsiasi logorroico “bla-bla”. Quanto agli “effetti” e ai commenti musicali “devono” essere sempre giornalistici e cioè in appropriata sintonia col “tema”della notizia. Le reclute si dedicarono al lavoro con passione, umiltà e con la voglia di vincere l’apatia della vecchia guardia. Ne venne fuori un gruppo di lavoro aperto alle innovazioni tecniche ma tendente a recuperare la qualità del prodotto giornalistico che aveva fatto scuola con insigni maestri come Sergio Zavoli.
        Un rapporto difficile. Fra Stagno (carattere spigoloso e diffidente) e Pigna (effervescente ed istintivo) il rapporto fu idilliaco quando lavoravano insieme; non così quando Pigna si assentava per i suoi impegni di telecronista di sci e di inviato. Un esempio: durante le Olimpiadi di Sarajevo 1984, a Pigna, impegnato nelle telecronache di sci, Stagno impose di rientrare a Milano per non mancare alla conduzione della Domenica Sportiva. Essendo chiusi gli aeroporti, per una tempesta di neve, Pigna fu costretto a prendere un pullman che restò bloccato per dodici ore, prima che gli spazzaneve lo riesumassero. Arrivò comunque a Milano in tempo per condurre la “Domenica Sportiva”, dopodiché tornò a Sarajevo. Ad ogni buon conto la “Domenica Sportiva” fu leader del nuovo corso dando maggiore spazio a bravi professionisti come Aldo Giordani (basket con Mabel Bocchi), Alberto Giubilo e poi Claudio Icardi (ippica) e valorizzando talenti, come Beppe Viola (indimenticabili i suoi duetti con Gianni Brera); ed agli “esperti” di calcio come lo stesso Brera, Helenio Herrera, Italo Allodi e Aldo Agroppi che “bucò lo schermo” sparando bordate contro gli intoccabili palazzi del potere, .   
        La carriera del gambero. Pigna condusse la Domenica Sportiva dal 1982 fino al gennaio del 1985 e poi, in tandem con Stagno, nella stagione 1985-86, fino all’avvento del compianto Sandro Ciotti, col quale Pigna tirava l’alba in strenue partite a scopone che affascinavano Ottavio Missoni. Molte le innovazioni della “Domenica Sportiva”: “dalla moviola dello sci”, inaugurata da Pigna con Mario Cotelli poi sostituito da Gaetano Coppi; alla moviola della Formula 1, con Franzelli, oggi capo-redattore del TG-1. A questo proposito giova ricordare che tutti gli ottimi “praticanti-reclute” della Domenica Sportiva, fecero carriera: da Maffei diventato direttore di Rai-Sport; con Volpi promosso, a sua volta, vice-direttore, a Claudio Icardi, caporedattore, così come La Sorsa e Mascolo diventarono vice-caporedattori mentre la brava Donatella Scarnati si impose fra gli inviati di punta del TG-1. Soltanto Pigna fece la carriera del…gambero: nessuna promozione, né aumenti di stipendio.
        I fagioli...nemici. Tra l’altro Pigna condusse “Sportivamente” di cui fu curatore con Beppe Viola e Sandro Petrucci. L’idea fu di utilizzare lo spazio-orario precedente al TG-1 delle 13,30: uno spazio snobbato perché considerato, improduttivo anche dall’ufficio pubblicità-Rai. “Sportivamente”fu un successo e per la prima volta si parlò di “trasmissioni-traino” per un TG. In compenso, l’anno dopo, in  quello stesso orario, fu programmata la trasmissione della “conta dei fagioli”che lanciò la eclettica Raffaella Carrà anche come  brava presentatrice. E “Sportivamente”sparì dai “palinsesti” della Rai.  
       Festa di compleanno (in TV). Nel giugno 1991 Pigna fu il protagonista di“Festa di Compleanno” (vedi la voce “video”) che la grande  Loretta Goggi gli dedicò su Tele-Monte Carlo. Alla trasmissione partecipò la famiglia di Pigna al completo nonché i suoi amici e i colleghi più cari fra cui Enzo Biagi e Gustavo Thoeni che fra un ricordo e un aneddoto ne ripercorsero la carriera con Gaetano Coppi (telecronache), Gianfranco De Laurentis (ex Tribuna Illustrata), l’attore Gianni Cajafa (San Vittore Show: vedi) fino al generale Filippo Ordine (ex compagno di collegio a Monte Cassino) e al cantautore Ugo Calise (Milano Sera, 1950) che, insieme con Loretta Goggi, convinsero Gustavo Thoeni a cantare in dialetto napoletano una canzone dedicata al festeggiato. 
       La tartassata Domenica Sportiva. A 65 anni (1991) Pigna andò in pensione, ma Stagno lo confermò (al suo fianco) curatore della Domenica Sportiva. Nel 1994 Pigna rinunciò al contratto-Rai perché la DomenicaSportivafu spostata, senza motivo, da Rai-1 su Rai-3 (poi, su Rai-2) e ad un orario (le 23,30) che consentiva alla concorrente “Pressing”, da sempre battuta in precedenza, di andare in onda con un’ora di vantaggio. Fu un regalo della Rai all’azienda (rivale) di proprietà di Silvio Berlusconi che era stato appena eletto Presidente del Consiglio. C’è da supporre che Berlusconi (che aveva altro a cui pensare) non fosse al corrente del danno arrecato (da funzionari-Rai troppo zelanti e servili) alla trasmissione che era stata la incontrastata leader dello sport televisivo dal 1954.

          L’”oscuramento”. Alla vigilia delle elezioni politiche del 2008 che davano per scontata la vittoria di Berlusconi,  la Domenica Sportiva fu “oscurata” per due settimane per fare posto a un “reality show”! Ma, a differenza del “blitz” di 14 anni prima (che passò sotto silenzio) questa volta, il direttore di Rai-Sport Massimo De Luca protestò e la stampa denunciò l’ingiustificato “oscuramento”. Invano. I risultati del regalo che la Rai-TV fece alla concorrente Mediaset (pubblicati dal Corriere della sera dell’8 aprile 2008) furono i seguenti: in assenza della Domenica Sportiva la rivale Mediaset (“Controcampo”) registrò un milione e 344 mila spettatori, mentre il surrogato della “Domenica Sportiva” (TG-Sport su Rai-3) fu seguito da 632 mila spettatori! Ogni commento sarebbe pleonastico.