Sport “minori”. Dino Buzzati sosteneva che “l’ignoranza stimola il  buon giornalismo. Intendeva dire che il personale interesse per argomenti o personaggi poco conosciuti stimolano, nei giornalisti di razza, la voglia di “apprendere” e, conseguentemente, di “cavarsi la soddisfazione di raccontare ai propri lettori ciò che molti (ed essi stessi) ignoravano”. Pigna aveva imparato la lezione e piuttosto che insistere sul calcio (del quale tutti sapevano tutto), s’inventò, una rubrica, il “Campione della settimana, con cui “si cavò la (buzzattiana) soddisfazione di scoprire”i personaggi emergenti nel mondo degli sport olimpici (cosiddetti minori) come le giovani “promesse” Gustavo Thoeni, Sara Simeoni, Pietro Mennea, Patrizio Oliva, Renato Dionisi, Franco Arese, la Callligaris, Fiasconaro e tanti altri talenti ignoti al pubblico, ma campioni “in pectore” che, in seguito, avrebbero vinto Olimpiadi e campionati mondiali. Sulle avvincenti storie di alcuni di quei grandi campioni Pigna scrisse un libro I padroni della domenica (vedi “lo scrittore”).  
             Regista e…Presidente. Il regista della Domenica Sportiva era Bruno Benek che era legato ai Palazzi del potere sportivo ancor più di Nino Greco. Beneck era infatti il presidente della Federazione Baseball. Se oggi la Rai-Tv affidasse il ruolo di “regista” di una trasmissione a un “politico federale” scoppierebbe uno scandalo essendo la TV il maggior veicolo promozionale cui un politico possa aspirare. A quel tempo, invece, lo “scandalo” fu ignorato.  Anche dal noto critico-TV Saviane il quale preferì bersagliare di sfottò Pigna (che definì “don medaglietta” perché …premiava talenti sconosciuti) piuttosto che denunciare il doppio ruolo di Beneck. Eppure la notizia che il presidente di una federazione sportiva fosse anche il regista di una trasmissione da 9 milioni e mezzo di spettatori a puntata, sarebbe stato uno “scoop” di pubblica utilità. Oltretutto perchè Beneck aspirava al rango di segretario generale del CONI e cioè a una importante poltrona che dipendeva dal placet (e dal “voto”) dei capi della politica federale e cioè dal presidente del CONI e dai presidenti di federazione (colleghi di Beneck). Perciò quando Beneck, alle riunioni che precedevano la Domenica sportiva,suggeriva si sostituire un filmato in favore di un altro (e cioè di una federazione piuttosto che di un’altra), il sospetto che il suo giudizio non fosse sereno era fondato. E Pigna e Beneck si accapigliavano.
             Parentesi illuminante. Per capire l’importanza “politica” del ruolo di Beneck giova ricordare che alla carica di segretario generale del Coni (alla quale lui aspirava) fu eletto Mario Pescante, che poi diventò, con pieno merito, Presidente del CONI e, in seguito, Ministro della Repubblica. Questo spiega il motivo che rendevano “roventi” le riunioni che precedevano la messa in onda della “Domenica Sportiva”. Le riunioni avvenivano due ore prima dell’inizio della trasmissione. In esse si concordavano gli interventi in studio, venivano comunicati i nomi degli ospiti “catturati”  all’ultimo momento, sui quali Pigna doveva frettolosamente documentarsi e si sceglievano le notizie da mandare in onda. E lì le riunioni diventavano “accese” (eufemismo) specie quando Beneck suggeriva di sostituire una notizia interessante con un’altra di nessun valore giornalistico (ma di sospetto interesse “federale”). Anche i profani sanno che il regista d’una trasmissione in “diretta, ha il compito primario di mettere il conduttore a proprio agio pretendendo calma e amichevole collaborazione da parte di tutto lo “staff” ad evitare disguidi, errori e gaffes irrecuperabili in una “diretta” e nocivi per tutti. E invece Pigna entrava spesso in studio con un diavolo per capello. Per “merito” del suo regista.      
            Memorabili baruffe. Il fatto è che le baruffe fra Pigna e il tandem Beneck-Greco (sempre solidali fra loro), diventarono una costante: ma furono ignote ai più perché i giornali si occuparono soltanto di quelle (pure clamorose) che avvenivano davanti al pubblico presente alla trasmissione. Non trapelò, ad esempio, la notizia di ciò che accadde alla “riunione” di quella domenica sera (inverno 1972), quando Gustavo Thoeni conquistò alle Olimpiadi di Sapporo una medaglia d’oro e una d’argento. Va premesso che Beneck e il “curatore”  Greco imputavano (tra l’altro) a Pigna di dedicare troppo spazio a quel ragazzotto altoatesino (Thoeni) “che non spiccicava una parola in lingua  italiana”. Dal canto suo Pigna, prevedendo la vittoria di Thoeni alle Olimpiadi di Sapporo, aveva impiegato tre mesi per confezionare il film che avrebbe glorificato l’auspicata impresa del “ragazzotto”. Era un mix di immagini di attualità e di repertorio con interviste inconsuete: come quella fatta alla madre di Thoeni (mentre cucinava nel suo albergo a Trafoi) e via intervistando fino al parroco don Ghilly (che lavorava di zappa al cimitero) e che “anticipò” di tre mesi il rintocco delle campane che aveva programmato per festeggiare il suo illustre parrocchiano. Pigna era perfino riuscito a far “esultare” (con un balzo in sincrono, sul divano di casa) gli austeri genitori di Thoeni ripresi davanti all’apparecchio TV (il tutto sempre tre mesi prima della…vittoria). Fu un atto di fede che Thoeni ripagò vincendo sia la prevista medaglia d’oro in slalom gigante (il giovedì precedente alla trasmissione), sia l’argento che conquistò in slalom speciale all’alba (italiana) di quella domenica.
          La provocazione. In parole povere Pigna si presentò alla riunione convinto che, almeno in quella circostanza, non gli sarebbe stato lesinato lo spazio per una vittoria “storica”che mancava da 20 anni (Zeno Colò 1952). Era stremato dal lavoro (all’”ampex” e al “montaggio”)che aveva iniziato dall’alba di 4 giorni prima ed  aveva fretta di tornare in moviola per terminare il lavoro prima  della trasmissione. Al giorno d’oggi la Domenica Sportiva dedicherebbe tutto o almeno due terzi del suo spazio ad un tale evento. Altri tempi, d’accordo: ma i 2’e 30” (due minuti e trenta secondi) assegnati a Pigna per il servizio su Thoeni erano, a dir poco, una provocazione. Tanto più che nella  “scaletta”della Domenica Sportiva (di una scialba giornata calcistica) era previsto, fra gli altri, un servizio su un irrilevante “ciclocross ad Arcisate” della durata di 3 minuti e mezzo. Un minuto di più che a Thoeni.    
           Il trionfo di Thoeni. Pigna reagì dicendo che lui avrebbe completato il suo reportage e che toccava ai curatori e al regista di assumersi la responsabilità di non mandarlo in onda. Poi tornò in moviola e completò il servizio senza più preoccuparsi di accorciarlo come aveva deciso in precedenza. Il film sulla vittoria di Gustavo Thoeni (vedi la voce film), con il sottofondo musicale delle splendide note di Ennio Morricone (dal film Giù la testa, appena uscito nelle sale) durò 16 minuti e mezzo e andò in onda integro per volere dei responsabili del TG-1 De Luca e Biagio Agnes insensibili agli appelli di Greco che accusò Pigna di grave “insubordinazione”. Al termine della serata fu comunicato a Pigna di aver “ucciso” la trasmissione e che “pertanto ne avrebbe pagato le conseguenze”.
          Il record di “ascolto”. Le conseguenze furono che l’atmosfera intorno a Pigna si fece ancor più  irrespirabile e peggiorò ancora quando furono resi noti i dati di ascolto della trasmissione (accessibili, a quel tempo, solo per pochi “eletti”). Ebbene, quella puntata della Domenica Sportiva batté ogni record di ascolto precedente (e futuro) avendo registrato (secondo i dati ufficiali dell’ufficio stampa della Rai poi ribaditi dall’ ADNK del 11/5/1993) una media di 16 milioni e mezzo di spettatori con un “picco” di 24 milioni di spettatori durante la proiezione del film su Thoeni! Le rituali baruffe cessarono solo quando Beneck (1973) fu sostituito per “palese… conflitto d’interessi “(!).Resta il fatto che Pigna, costretto a condurre,  per 3 anni, una “diretta” importante in condizioni a dir poco disagiate, scoprì col nuovo regista Giuliano Nicastro che, anche facendo una “diretta”, si può lavorare in…pace.     

          Conduttore “provvisorio” (per 4 anni). Dopo quattro anni come conduttoreprovvisorio (1970-1974) Pigna lasciò la Domenica Sportivacon la media record, per puntata, di 9 milioni e 500 mila spettatori e cioè con un incremento di 4 milioni e 200 mila spettatori (dati ufficiali dell’ADNK - ufficio-stampa della Rai) rispetto ai 5 milioni e 300 mila spettatori (settembre 1969 – maggio 1970) che era stato l’ascolto medio della Domenica Sportiva condotta da Enzo Tortora, per 3 mesi e poi da Lello Bersani. Pigna fu sostituito dal bravo Paolo Frajese. Qualche anno dopo (1982) Tito Stagno richiamò Pigna e gli riaffilò la conduzione della Domenica Sportiva fino al gennaio 1985 e poi ancora, in tandem con lo stesso Stagno, dal settembre 1985 al maggio 1986 (vedi Domenica Sportiva atto 2°)