Monaco ’74
di Aldo De Martino, Alfredo Pigna, Bruno Pizzul, Carlo Sassi. Bietti editore 
          (Come seguire i campionati mondiali di calcio dallo stadio e da casa)
  
         La prima edizione di “Monaco ‘74” uscì nel maggio del 1974 e andò esaurita. Pochi giorni dopo l’editore Bietti ne ristampò una seconda edizione (32 mila copie: come risultava nella fascetta di sovra-copertina della Casa editrice Bietti).
        La decisione di pubblicare, in copertina, la foto dei quattro autori (da sinistra: Carlo Sassi, Aldo De Martino, Bruno Pizzul e Alfredo Pigna) fu presa (anche) per smentire i giornali che avevano montato un “caso” sulla “insanabile rottura” fra Pigna (conduttore della trasmissione) ed i suoi “colleghi redattori della Domenica Sportiva”. Infatti tre di loro firmarono con Pigna il libro a cominciare dal caporedattore Aldo De Martino che era anche uno dei “curatori” della trasmissione.
       Nella realtà dei fatti una “insanabile rottura” esisteva: ma non fra Pigna e i redattori ma fra lui ed alcuni “curatori” della rubrica e risaliva ad anni prima e cioè fin  dal giorno in cui (27 settembre 1970) Pigna diventò conduttore della Domenica Sportiva (vedi in “televisione” la voce: Domenica Sportiva). In breve: quei  curatori non avevano digerito le modifiche strutturali che, con l’avvento di Pigna, e cioè di un giornalista al posto di un “presentatore-show-man”, aveva subìto la trasmissione..  
       In effetti la Domenica Sportiva di Enzo Tortora, era un vero e proprio spettacolo-TV presentato da uno “show-man” professionista e dipendeva in pratica dal settore-Rai  dello “spettacolo” (che aveva sotto contratto Tortora). Il che rendeva praticamente autonomi i “curatori” della rubrica, rispetto alla direzione del telegiornale, anche riguardo ai preziosi contenuti della trasmissione sui quali, sempre per “esigenze di spettacolo”, al telegiornale restavano ben poche possibilità di controllo.
        Ecco perché i curatori giudicavano intoccabile la formula dello “show” (e scalpitavano per riavere un presentatore al posto di un “conduttore” giornalista come Pigna) ed ecco perché i responsabili del telegiornale Villy De Luca, Biagio Agnes e Sergio Zavoli   furono d’accordo con Pigna nel ritoccare lo schema della rubrica che, sia pure con il pubblico in studio, tornò ad essere un “rotocalco” del… telegiornale.
        Sta di fatto che Pigna credeva nel lavoro di gruppo  e volle accanto, durante la trasmissione, tutti i colleghi “esperti” dei vari sport, compresi i responsabili della  moviola che, fino ad allora, erano gli “invisibili manovratori” dell’“oggetto misterioso”, che trasmetteva le sue sentenze dall’etere del terzo piano (ed era anch’essa invisibile  al pubblico). Il risultato fu che la moviola, trasferita in studio, diventò popolarissima insieme con i “manovratori” che poi erano i bravi telecronisti Bruno Pizzul e Carlo Sassi
        In parole povere Pigna, con le sue innovazioni e con il suo attivismo, ridusse ai minimi termini le ingerenze (improprie e negative) dei curatori della trasmissione che si sentirono esautorati e non vedevano l’ora di sostituirlo con qualcuno più accomodante di lui. L’indiscrezione sulle “insanabili rotture” fra Pigna e i redattori della Domenica Sportiva (pubblicata, guarda caso, proprio nel momento di massima armonia fra Pigna e i suoi colleghi) aveva lo scopo di dare maggior peso alla notizia che la Domenica Sportiva si avviava al “declino” e che era arrivato il momento di sostituire Pigna.
        Tutto questo avvenne nello stesso periodo in cui (1973-1974) la Domenica Sportiva, in base ai dati della ADNK, resi ufficiali (anni dopo) dallo stesso Ufficio Stampa della Rai (vedi la voce: i record) registrava quei record di ascolto rimasti tuttora imbattuti. Oggi non sarebbe possibile mentire in maniera così pacchiana sui dati di ascolto perché basta usare il telecomando per sapere se le cifre pubblicate dai giornali sono vere o fasulle. A quei tempi, invece, gli indici di ascolto e di gradimento erano a conoscenza di un numero ristretto di privilegiati (fra cui i “curatori” della trasmissione) che li trasmettevano agli amici giornalisti, se e quando faceva loro comodo.  

       Fu così che Aldo De Martino che ben conosceva quei dati di ascolto, volle prendere le distanze dal “collega curatore” il quale, per far fuori Pigna, aveva ispirato la balla sul declino della trasmissione. Strana storia che si concluse con la pubblicazione del libro che Alfredo Pigna ed i suoi colleghi Aldo De Martino, Bruno Pizzul e Carlo Sassi, firmarono insieme. E presero due piccioni con una fava sia perché il libro ebbe un buon successo di vendite sia perché dimostrarono che “l’insanabile frattura fra di loro” era una utile, anche se ignobile menzogna che la foto riprodotta sulla copertina del libro Monaco ’74, clamorosamente smentì.