Il direttore della Gazzetta dello Sport Gino Palumbo (per le prime edizioni) ed il leggendario cronista olimpico GianPiero Galeazzi (Ed. 2012) presentano:
    “Il Romanzo delle Olimpiadi” di Alfredo Pigna
 
 
 
         L’Olimpiade è un evento unico nella storia del mondo. E’ antica nella leggenda delle sue origini ed è in pari tempo modernissima nei suoi sviluppi più attuali: in essa possono coesistere , senza provocare contrasto, il mito della fiaccola e il cronometraggio elettronico. Chi tentasse di capirla trascurando così inconsueta fusione, interpretandola cioè solo in chiave di leggenda, oppure occupandosi soltanto del suo esasperato tecnicismo, non riuscirebbe a coglierne il fascino né la vera dimensione umana.
          A comporre la lunga storia dell’Olimpiade non contribuiscono soltanto i poeti gli scritti, le sculture, i ruderi dell’Antica Grecia, né contribuiscono soltanto i tempi, le misure, i record attraverso i quali lo sport – nell’era moderna – traduce in cifre i suoi sensazionali progressi. L’Olimpiade ha gli uomini per protagonisti, con le loro debolezze, con le loro furberie e le loro ingenuità.
         Il merito di Alfredo Pigna – giornalista moderno, di una modernità sensibile e intelligente che non respinge gli affetti umani, ma tende ad interpretarli – è appunto quello di aver ricostruito la trama del romanzo olimpico attraverso gli uomini che ne rappresentano i personaggi. E’ una sequenza di storie vere, raccontate con abile mano di scrittore e di cronista: gli “eroi” dell’Olimpiade ne emergono così come essi vivono ogni giorno, non come spesso appaiono a noi nelle deformazioni provocate dalla suggestione e dalla retorica.
         La scelta dei personaggi non è avvenuta seguendo i suggerimenti delle classifiche: la storia dell’Olimpiade non è stata scritta soltanto da coloro che hanno trovato traccia di sé nell’elenco dei vincitori, ma spesso trova i suoi momenti migliori – i più umani – nelle vicende e nelle delusioni degli sconfitti. Alfredo Pigna, sottolineando quest’aspetto dell’evento olimpico, rende completo, anche in chiave psicologica, il suo prezioso lavoro. E conduce l’Olimpiade alla sua dimensione vera, quella alla quale ciascuno di noi può avvicinarsi sicuro di poterla comprendere.
 

Gino Palumbo

 

         Come si può fare la prefazione del libro di un amico come Alfredo Pigna con il quale ho trascorso un quarto di secolo della mia vita professionale? Posso però scrivere per farti i complimenti sia per aver raggiunto le 86 primavere, sia per dimostrare di avere ancora la grinta di un nocchiero tra Scilla e Cariddi, tu che hai trascorso 30 anni della tua vita nel mare che consideri la tua vera casa. La seconda è la montagna. Più marinaio o valigiano? Ed è proprio questa la tua diversità che mi ha sempre colpito. Ma dove ti ho sempre ammirato e nel modo di fare le interviste e soprattutto i servizi televisivi riuscendo a mettere a proprio agio gli ospiti, dal personaggio più celebrato, al meno noto come viene ben evidenziato in questa nuova edizione del Il romanzo delle olimpiadi.

          Scion, scion, la musica di Giù la testa di Ennio Morricone, da te scelta per uno dei tuoi tanti magnifici servizi su Gustavo Thoeni (1972), mi riecheggia nella mente tra piste innevate e cime immacolate: grande classe e fantasia come hai sempre dimostrato nella tua lunga carriera giornalistica. Ci sarebbero tante storie da raccontare, ma preferisco accomiatarmi parafrasando un versetto di Dante Alighieri: Alfredo, vorrei che tu, (Tito) ed io, presi per incantamento e messi in un vasel (intrepido) tornassimo indietro alla Domenica sportiva con te conduttore, grande "padrone della domenica", allora si che lo sport illuminava il cuore degli italiani.

 

GianPiero Galeazzi