Un periodo burrascoso. Il sodalizio di Pigna con Buzzati durò dieci anni. Pigna ne fu segnato sul piano professionale e umano. Risale infatti a quel tempo il burrascoso periodo che Buzzati descrisse nel romanzo Un amore: una sorta di masochistico diario che contribuì ad isolare Buzzati più di quanto non avesse già provocato la sua scelta di restare al di fuori delle snobistiche correnti culturali del tempo. Pochi seppero perdonargli la “sbandata” per Laide, la ragazza-squillo (che, nella realtà, si chiamava Silvana) e che lo fece soffrire più di quanto Buzzati non avesse descritto nel libro. Un romanzo che fu impietosamente stroncato dalla critica; e perfino dai suoi amici più cari: che si defilarono.   
             Sciare e…svanverare. Pigna fu diretto testimone di quella tormentata vicenda e fu accanto al Dino sempre: quando lo vide rifugiarsi nel lavoro come un forsennato, quando gli chiedeva di continuare a svanverare (per non restare solo) anche a cena, o durante i week end dai Pirovano, allo Stelvio o a Cervinia, dove andavano a sciare. Ma il più delle volte Buzzati trascorreva la notte lavorando fino all’alba. In quel periodo scrisse La colonna infame che il bravo Gianni Cajafa interpretò per il teatro di Maner Lualdi, un Don Giovanni (per la TV), libretti per il musicista Chailly e molto altro ancora compresa la sceneggiatura del film Un fischio al naso, che Buzzati scrisse insieme con Pigna e che fu interpretato e diretto da Ugo Tognazzi il quale era rimasto affascinato dal Caso clinico dello stesso Buzzati (che il premio Nobel Albert Camus tradusse per il teatro e la Tv francesi).
             Strano riconoscimento . Eppure, fu proprio durante quel tormentato periodo che la Domenica del Corriere diventò il settimanale più venduto (1 milione e 280 mila copie) realizzando quel miracolo (Camilla Cederna dixit) che rivitalizzò l’intera azienda di via Solferino con la nascita del nuovo stabilimento-stampa (per star dietro alle crescenti tirature della Domenica del Corriere), e la creazione di rotocalchi come Amica. A Buzzati quel miracolo  fruttò la… promozione a critico d’arte (!) che lui, incredulo e amareggiato, alla fine accettò abbandonando la Domenica del Corriere al  suo destino (che fu infausto).  La verità è che Buzzati era ormai stufo di battersi contro i mulini a vento; e poi aveva incontrato Almerina che lui sposò e che lo rese felice fino all’ultimo dei suoi giorni.
            Promosso e…trasferito. Dal canto suo Pigna confermato (pro forma) vicedirettore della Domenica del Corriere,  fu dirottato a Roma come direttore della acquisita Tribuna Illustrata, anch’essa da rilanciare. Pigna eseguì e ricominciò a svanverare  con giovani di talento come Viviano Domenici, Raffaele Fiengo, Gianfranco De Laurentis, Giovanna Grassi, Bartolo Pieggi, Vincenzo Nani e Graziella Berandi. Il risultato fu che le 48 mila copie della  Tribuna Illustrata  furono più che raddoppiate (in 5 anni), mentre la super potenziata Domenica del Corriere (i redattori da 3 diventarono 30) subì un inarrestabile calo di vendite. Fu un “miracolo”(all’incontrario) che ne propiziò la fine ingloriosa. Morale: alla Tribuna Illustrata, giudicata concorrente (!) della Domenica del Corriere, fu, senza alcun preavviso, mutato il nome in T-7, e poco dopo fu tolta dalle edicole. Una mostruosità editoriale che il comitato di redazione del Corriere della sera lasciò correre: inerte e silente. E fu l’avvisaglia del “tornado” che si sarebbe abbattuto sull’azienda di via Solferino. Pigna se ne andò rifiutando le allettanti offerte che gli furono fatte per trattenerlo al  Corriere della Sera. Qualche tempo dopo anche Indro Montanelli, Egisto Corradi e altri 30 redattori abbandonarono il Corriere della sera alla vigilia dello scandalo della “P-2”. Pigna fu disoccupato per sei mesi prima di essere assunto alla Rai-TV. (vedi Televisione)