La famiglia. Il padre di Alfredo Pigna, Corrado era figlio del notaio Giuseppe e dell’insegnante Malvina Lombardi (vedi alla voce “Il padre”). Laureatosi in ingegneria a Napoli e  affermatosi come imprenditore edile, Corrado Pigna sposò Anna (vedi alla voce “la madre”) figlia dell’ingegnere Alfredo Pesce e di Raffaella Ajello. Il matrimonio fu allietato dalla nascita di Alfredo (1926), Dora (1928), Zora (1930) e Maria Rosaria (1934).
  La vita della giovane famiglia Pigna fu sconvolta dalla morte del padre che fu una delle prime vittime della guerra voluta da Mussolini: richiamato alle armi come capitano di artiglieria Corrado Pigna morì a Tobruk, in Libia, il 16 dicembre 1940. Aveva 41 anni. (vedi alla voce “il padre”). Rimasta vedova con quattro figli piccoli da allevare, da sola (il primogenito Alfredo aveva 14 anni, la minore, Marò, aveva 6 anni), Anna Pigna di dimostrò una vera madre-coraggio (vedi alla voce “la madre”).
   Dei suoi figli, che educò con mano ferma, Anna Pigna era molto orgogliosa. Il “pezzo di carta” del diploma e della laurea (chiodo fisso per ogni genitore a quei tempi) fu conquistato da tutti i suoi figli, pur fra notevoli sacrifici. Alfredo Pigna, dal canto suo, accettò i lavori più umili (presso il comando delle truppe occupanti e, in seguito, come camionista), prima di laurearsi in giurisprudenza. Sfumato il tentativo di fare l’avvocato (vedi la voce “chi è”) e dopo aver scritto il suo primo libro “Baid” (vedi la voce “scrittore”),  sulle sue dure esperienze lavorative presso le truppe alleate, Alfredo emigrò a Milano (vedi la voce “emigrante”).  nella speranza di trovare lavoro come giornalista (vedi alle voci  su “il giornalista”). Sogno irrealizzabile nella Napoli devastata dalla guerra.
 A Milano Pigna ebbe buona sorte (vedi alle voci “chi è”, “l’emigrante” e seguenti) ma il pensiero della madre e della sorelle che era stato “costretto” ad abbandonare a Napoli, era assillante. Convinse infatti le sue sorelle Zora e Maria Rosaria (Marò) a raggiungerlo a Milano ed entrambe seppero brillantemente affermarsi nel mondo del lavoro. La speranza di Alfredo era di trasferire l’intera famiglia a Milano in attesa di tempi migliori. In realtà la parentesi milanese delle sorelle Pigna naufragò dopo qualche tempo. Difatti, sopraffatte dalla nostalgia, Zora e Marò tornarono a Napoli dove, peraltro, le esperienze acquisite e le conoscenze fatte in un ambiente che le aveva molto apprezzate, consentì loro di trovare analoghe occupazioni a Napoli dove la sorella maggiore Dora, vinto un concorso, aveva a sua volta trovato lavoro come insegnante. La sorte della famiglia Pigna subì una svolta decisiva. Le sorelle Pigna, ragazze in gamba e figlie devote, pur dopo essersi sposate e aver avuto dei figli restarono accanto alla loro madre fino all’ultimo dei suoi giorni.       
  Alfredo Pigna sposò a Milano Liliana Barella nel 1953. Ha due figli: Cinzia (1953), medico, e Corrado, ingegnere (1961). Liliana e Alfredo Pigna sono nonni di quattro nipoti: Gioia (1988) figlia di Cinzia e del dottor Gianni Fiaccadori; mentre Eva (1988) e i gemelli Edoardo ed Emanuele (figli di Corrado sposato con Cristina Ugolini) sono nati nel 1990.  
 La famiglia Pigna ha vissuto a Milano fino al 1965 e cioè fino a quando gli editori del “Corriere della Sera” affidarono a Pigna (già vice-direttore della “Domenica del Corriere” diretta da Dino Buzzati), la direzione, a Roma, della “Tribuna Illustrata (Vedi alle voci “Chi è”, il “giornalista” e seguenti). Nel 1976 fu varato l’”Intrepido”: un relitto che Alfredo Pigna era riuscito a ristrutturare (in 4 anni di inenarrabili sacrifici) trasformandolo in una goletta ottocentesca. Il sogno (patriarcale) di Pigna era di trascorrere il resto della sua esistenza a bordo del veliero insieme con la moglie, i figli e gli (eventuali) nipoti. Il che comportava la vendita della casa e la conseguente necessità che tutti i membri della famiglia concordassero sulla impegnativa decisione. Così avvenne dopo una democratica votazione in famiglia (vedi le voci “un veliero come casa” e voci seguenti).
 In quello stesso anno (1976) la figlia Cinzia si laureò in medicina e diventò “anche” il medico di bordo. Il figlio Corrado, che aveva 15 anni, continuò a frequentare l’Istituto Nautico, si diplomò “capitano di lungo corso” e, sempre navigando, si laureò in ingegneria meccanica. Sportivi per vocazione, fin dalla tenera età (sci, basket, equitazione etc), i ragazzi Pigna si dimostrarono ottimi marinai e insieme con il marito di Cinzia e la (futura) moglie di Corrado, nonché con la madre “nostromo” e, ovvio, con capitan Pigna solcarono i mari spesso al prezzo di duri sacrifici (vedi “crociere charter” e “charter commerciali”). Il fatto è che, per pagarsi “posto-barca” e mantenimento, il veliero era periodicamente costretto a lavorare, al servizio dei clienti che lo noleggiavano. L’avventura del veliero durò circa 25 anni e cioè fino a quando, senza più equipaggio (i figli sbarcarono per seguire – giustamente – ognuno la propria strada), Pigna fu costretto a vendere il veliero.
 Particolare curioso: Alfredo e Liliana Pigna festeggiarono le “nozze d’oro” nel 2003 in fortuita coincidenza con le “nozze d’oro” della “Domenica Sportiva” cui la Rai dedicò una intera puntata alla quale Liliana e Alfredo Pigna parteciparono essendo collegati “in diretta” (da Arcidosso, in Toscana: vedi il film alla voce “video”), con lo storico studio-Tv 2 di Milano. Fu un gratificante omaggio che i colleghi della Rai-TV (fra cui Fabrizio Maffei, Jacopo Volpi, Gianpiero Galeazzi, Bruno Pizzul, Carlo Sassi, Franco Lauro, Maurizio Vallone, Heron Vitaletti,  e tutto lo “staff” della “Domenica Sportiva” coordinato dalla preziosa factotum Nila D’Alessio), vollero fare a Pigna il quale aveva dedicato, alla popolare trasmissione, un quarto di secolo della sua attività di giornalista (vedi le voci “Domenica Sportiva” e “Domenica Sportiva 2”).
   Il primo giugno del 1991 la bella ed eclettica soubrette Loretta Goggi volle riunire l’intera famiglia Pigna davanti agli schermi della televisione in occasione di “Festa di compleanno”, la fortunata trasmissione-show che Tele-Montecarlo (oggi “La Sette) dedicò ad Alfredo Pigna per il suo sessantacinquesimo compleanno: vedi il film alla voce “video” ( TMC). Alla trasmissione parteciparono colleghi ed amici illustri di Pigna come Enzo Biagi, il campione Gustavo Thoeni (che, in omaggio a Pigna lui, altoatesino, cantò una canzone napoletana insieme con Loretta Goggi), l’ex presidente della Federazione Sci Gaetano Coppi, il giornalista Gianfranco De Laurentiis la factotum della Domenica Sportiva Nila D’Alessio col marito Mario Papini, , il generale di polizia Filippo Ordine (ex compagno di Pigna al Collegio di Montecassino), l’attore Gianni Cajafa (vedi “San Vittore Show”), il cantautore Calise e molti altri ancora.
 La famiglia del festeggiato era rappresentata dalla moglie Liliana, dalla figlia Cinzia (col marito Gianni Fiaccadori), dal figlio Corrado (con la moglie Cristina), dalla sorella Dora, vedova Piccolo, con i figli Andrea e Paolo,dalla sorella Marò con il marito Baldo Correale e i figli Guglielmo e Claudio, dal giornalista Mario Vitelli (vedovo di Zora,  sorella di Pigna) accompagnato dal figlio Michele. Era presente, con la moglie Nadina, anche il consuocero di Pigna professor Alberto Ugolini a quel tempo medico personale dell’indimenticabile Presidente della Repubblica Sandro Pertini.