Benvenuti sul sito ufficiale di Alfredo Pigna giornalista e scrittore.

Alfredo Pigna
 Il sito nasce per lasciare una testimonianza “reale” e documentata sulla mia vita e sulle mie esperienze umane e professionali che biografi non sempre bene informati hanno riferito in modo non propriamente corretto.

Colgo l’occasione  per ringraziare chi ha avuto la bontà di parlare di me in termini lusinghieri anche su internet, e cito, per tutti, un giornalista stimato, anche oltre oceano, come Vittorio Zucconi. .    

Il sito riassume il mezzo secolo della mia attività come scrittore, dei 20 anni come giornalista della carta stampata, dei 17 anni al Corriere della sera, (da cronista a vicedirettore della Domenica del Corrriere diretta da Dino Buzzati), dei 5 anni come direttore della Tribuna Illustrata (quando fu acquistata dal Corriere della Sera) ed infine dei 25 anni di lavoro alla Rai-TV come inviato del TG-1, come telecronista nonchè autore e conduttore della Domenica Sportiva e di altre trasmissioni della Rai.

Nel sito spiego inoltre il motivo per cui, di punto in bianco, vendetti casa e trasformai il vecchio relitto di un peschereccio nel veliero Intrepido che per 25 anni diventò la nostra vera casa dove ero "reperibile" (come da contratto con la Rai) senza l'obbligo d'essere presente negli uffici della Rai medesima se non c'era da lavorare. Un'avventura che i benpensanti definirono "folle"e che un'anima eletta come Carlo Marincovich definì  "la realizzazione della più legittima aspirazione dell'uomo chiamata libertà". E siccome anche la libertà ha un prezzo nei 25 anni alla Rai-TV non ho mai avuto nè un solo aumento di stipendio, nè una promozione. Caso unico nella storia dell'"Ente Pubblico".

Resta il fatto che per realizzare quel sogno  convinsi l'intera mia famiglia a sfacchinare anche durante il mese delle vacanze (trasfomandoci, a turno e per necessità, in marinai, cuochi, camerieri e sguatteri: compreso me, il "capitano") per servire gli esigenti clienti delle crociere-charter che il veliero era costretto a fare per poter pagare la (cara) manutenzione e il (carissimo) ormeggio nei porti. 

Questo sito è anche un doveroso omaggio alla memoria di mia moglie Liliana che mi fu ineguagliabile compagna, in 60 anni di matrimonio, fino all'ultimo suo giorno di vita: il 13 giugno 2013, e rappresenta anche un lascito di memoria per i miei figli e soprattutto per i miei quattro nipoti (nati poco prima che io  fossi... pernsionato),che poco o nulla sanno di me e che potrebbero avere la stessa curiosità che io, da giovane, provavo quando mia nonna mi raccontava le storie antiche sulle radici  della nostra famiglia.

Ad esempio del nonno materno, ingegnere e patriota garibaldino divcentato poi consigliere dei Savoia avendo ereditato dal padre il ruolo di "fotografo ufficiale della Real Casa"; oppure di mio nonno paterno, un uomo di legge, che con la sue documentate accuse in corte d'assise, fece condannare una banda di malavitosi. Un  atto di coraggio che gli costò la vita perchè i complici dei delinquenti gli tesero un aguato e lo massacrarono a colpi di bastone. (vedi nel capitolo "il padre"). Aveva 40 anni e lasciò mia nonna vedova con l'unico figlio (mio padre) che aveva solo nove mesi. Si chiamava Giuseppe Pigna e fu una delle prime vittime della malavita (già a quel tempo) organizzata. Sono spiccioli di storie personali (ma non solo) che forse aprono un spiraglio anche sulla discutibile evoluzione del costume in oltre mezzo secolo della nostra società. .

Ma un pensiero indelebile e devoto va a Dino Buzzati che mi fu amico, fratello maggiore e impagabile maestro durante il nostro prezioso, decennale sodalizio al Corriere della sera e soprattutto alla Domenica del Corriere: dieci anni che restano i meno conosciuti, pur se fondamentali, della sua esistenza. E furono anche i più importanti ed esaltanti dell'intera mia vita.